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Salviamo gli Oceani

L'importanza della coltivazione di macroalghe

La coltivazione di macroalghe, con particolare attenzione alle alghe marine come la kelp, emerge come una soluzione significativa per affrontare l’acidificazione degli oceani e rimuovere la CO2 atmosferica.

Processi di rimozione del carbonio tramite le macroalghe

Studiamo i processi fotosintetici naturali delle macroalghe, che assorbono la CO2 disciolta per produrre biomassa e contribuiscono a fissare il carbonio.

Potenziale della coltivazione di macroalghe

Ocean Visions e lo studio di Earth System Dynamics mettono in luce il potenziale della coltivazione di macroalghe per la separazione dal carbonio e discutono delle sue implicazioni nella produzione di biochar e bioenergia con la rimozione e lo stoccaggio del carbonio.

Approccio della NOAA e benefici locali

Ocean Visions e lo studio di Earth System Dynamics mettono in luce il potenziale della coltivazione di macroalghe per la separazione dal carbonio e discutono delle sue implicazioni nella produzione di biochar e bioenergia con la rimozione e lo stoccaggio del carbonio.

Efficacia della coltivazione di kelp nella mitigazione dell'acidificazione degli oceani

Esaminiamo la rapida crescita e l’accumulo di carbonio nei sedimenti oceanici, che rendono la coltivazione di kelp un metodo promettente per contrastare l’acidificazione degli oceani.

Implicazioni globali e locali

La coltivazione delle macroalghe è importante non solo per combattere il cambiamento climatico, ma anche per ripristinare la salute degli oceani, affrontando il problema dell’acidificazione oceanica a livello globale e locale.

Vuoi saperne di più?

Carbon dioxide removal via macroalgae open-ocean mariculture and sinking: an Earth system modeling study” è un articolo di ricerca pubblicato sulla rivista Earth System Dynamics. In questo studio, gli autori esaminano il potenziale di rimozione della CO2 tramite la coltivazione di macroalghe in mare aperto e il successivo affondamento della loro biomassa carboniosa nei fondali oceanici. Ecco i punti chiave:

  1. Metodo di Rimozione del CO2: Il metodo proposto coinvolge la coltivazione di macroalghe in superficie nell’oceano aperto, seguita dal rapido affondamento della loro biomassa ricca di carbonio nei fondali marini (a una profondità superiore a 3000 metri). Si assume che la biomassa raccolta non subisca remineralizzazione durante l’affondamento.
  2. Potenziale di Rimozione del CO2: Se implementato su scala globale tra il 2020 e il 2100, questo metodo potrebbe catturare e esportare 270 PgC di carbonio, con un ulteriore incremento di 447 PgC se combinato con l’upwelling artificiale (AU).
  3. Effetti Collaterali: Tuttavia, la coltivazione su larga scala di macroalghe avrebbe effetti significativi sugli ecosistemi marini e sulla biogeochimica. Ad esempio, ridurrebbe la produzione primaria netta del fitoplancton e influenzerebbe il ciclo del carbonio globale.
  4. Conclusioni: Nonostante gli effetti collaterali, il metodo delle macroalghe potrebbe avere un notevole potenziale di rimozione del CO2 come soluzione basata sugli oceani.

Per ulteriori dettagli, puoi consultare l’articolo completo qui.

La Rimozione del biossido di Carbonio

La rimozione del biossido di carbonio (CDR) è un processo che mira a estrarre CO2 dall’atmosfera e immagazzinarla a lungo termine sottoterra o negli oceani. È considerata dall’Intergovernmental Panel on Climate Change un approccio essenziale per limitare il riscaldamento globale a 1.5 – 2 °C. Esistono diverse tecniche di CDR, alcune terrestri e altre marine, che variano in termini di prontezza, efficacia, costo e impatti sociali ed ecologici. La strategia di ricerca della NOAA esplora i benefici e i rischi di queste tecniche

Per ulteriori dettagli, puoi consultare l’articolo completo qui.

Seaweed in the Spotlight” è un articolo di NOAA Fisheries che esplora l’uso delle alghe marine per mitigare l’acidificazione degli oceani. Le alghe, in particolare il kelp, assorbono CO2 e nutrienti dall’ambiente, migliorando la qualità dell’acqua e creando habitat per le specie marine. Il progetto mira anche a sviluppare prodotti a base di alghe, stimolando nuove industrie sostenibili. Le alghe potrebbero essere un prezioso alleato nella lotta contro l’acidificazione degli oceani e la riduzione del carbonio

Per ulteriori dettagli, puoi consultare l’articolo completo qui.

“Il ruolo degli habitat macroalgali come rifugi dall’acidificazione degli oceani all’interno dei paesaggi costieri” è un articolo di ricerca pubblicato su Cambridge Prisms: Coastal Futures. Gli autori esaminano come le macroalghe marine possano mitigare l’acidificazione degli oceani, modificando il pH dell’acqua attraverso l’assorbimento di CO2 e HCO3- durante la fotosintesi. Questi habitat macroalgali potrebbero servire come rifugi dall’acidificazione per molte specie marine, a diverse scale spaziali e temporali. Le comunità di macroalghe hanno il potenziale di diventare importanti considerazioni per la gestione delle risorse marine e la selezione delle aree protette

Per ulteriori dettagli, puoi consultare l’articolo completo qui.

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